Un brindisi alla salute.

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1 km è la distanza che separa Brindisi dalla sua zona industriale.

 


Brindisi (Puglia), 2014

© Luigi Pastoressa

La zona industriale di Brindisi ha un’estensione quattro volte superiore alla città stessa e poco più di un chilometro la separa dal centro. Nel 2000 il Ministero dell’Ambiente ha dichiarato Brindisi sito di interesse nazionale, un’area di 145 kmq che vede sia mare che terra contaminati da metalli pesanti, come l’arsenico, il piombo e il mercurio. Da anni casi di tumori, leucemie e linfomi sono in aumento, sopratutto nei bambini, soggetti a malformazioni cardiache e malattie respiratorie.

Al suo interno vi sono il polo petrolchimico della Montecatini, le centrali a carbone Enipower ela Federico II, lo zuccherificio a biomasse, la casa farmaceutica Sanofia Aventis, depositi di propano e l’area di Micorosa, una discarica di 44 ettari sotterrata in un’area protetta.

Gran parte dei terreni attorno alla zona industriale sono oggi abbandonati, poiché non era più possibile coltivare nelle sue vicinanze. Ciò nonostante alcuni agricoltori continuano a coltivare e a vivere in queste zone adiacenti alle fabbriche.

La consapevolezza del rischio ambientale e sanitario di Brindisi spinge le mamme del Passeggino Rosso a dedicarsi con impegno alla sensibilizzare una cittadina dove poca informazione e omertà diffusa vanno spesso a braccetto.

 

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